INIZIATIVA DI RIVALUTAZIONE DI BRANI STORICI, DEL NOSTRO TERRITORIO O DI AUTORI LOCALI
con la collaborazione dell’Amm. Provinciale di Cremona, delle Edizioni Musicali "Animando"
della WASBE sez. Italia
e l’ausilio della "BANDA RAPPRESENTATIVA DEL COORDINAMENTO"
2001
TRASCRITTO PER IL COORDINAMENTO
UN BRANO MISCONOSCIUTO
DI GIUSEPPE VERDI
E' stato riscoperto qualche anno fa, durante una ricerca di una classe della scuola elementare di Bozzolo (Mn) effettuata sotto la direzione della M° Maria Teresa Balestreri, un testo di Goffredo Mameli, scritto mentre egli si trovava in quella cittadina mantovana durante i moti del 1848.Tale testo era stato richiesto da Giuseppe Mazzini, il quale aveva anche pregato il M° Giuseppe Verdi di musicarlo: ciò al fine di creare un Inno popolare che rinvigorisse gli animi patriottici.
Il brano era pronto verso la fine dell'anno, ma il termine delle ostilità evidentemente contribuì a farlo cadere nell'oblio.
Nato per Coro Guerriero (soli voci maschili, due parti Tenorili ed una per Basso), il pezzo ritrovato nell'archivio del Conservatorio di Milano ha solo un accompagnamento per pianoforte: da qui l'idea di trascriverlo per Banda Musicale.
L'incarico è stato affidato al M° Lorenzo Della Fonte, il quale ha bene interpretato la volontà del Coordinamento, effettuando una trascrizione adatta anche per organici ridotti, prevedendo anche la possibilità di esecuzione con un Coro.
"SUONA LA TROMBA"
RIFERIMENTI STORICI
SITUAZIONE POLITICA
Nel biennio 1848/49 l’Europa è interessata da diffuse rivolte: Austria, Francia, Germania, Ungheria vedono il nascere di moti insurrezionali da parte dei popoli sottomessi.
Nel Nord Italia, ad inizio Marzo ‘48 le barricate si innalzano con velocità vertiginosa dalla Lombardia al Veneto: le Cinque Giornate di Milano e la rivolta di Venezia contribuiscono a sollevare gli animi a Bergamo, Brescia, Cremona, Varese, Como ed in altri luoghi ancora e gli austriaci si ritirano nel famoso "Quadrilatero".
In questo quadro, il Piemonte entra in campo con le sue truppe verso la fine di Marzo: da tutto il resto della penisola giungono truppe e reparti volontari per unirsi nello sforzo comune nella cacciata del "barbaro oppressore".
IL BRANO
Le trattative per il "Suona la tromba" avvengono in questa atmosfera di generale euforia patriottica.
Mazzini s’era rivolto a Verdi (che si trovava a Parigi), da Milano, sul finire di Maggio, per la composizione di un "inno pattriottico" e ne aveva ricevuto risposta affermativa.
S’era poi raccomandato a Goffredo Mameli come al poeta che, essendosi imposto con gli inni "Ai Bandiera" e "Ai Fratelli d’Italia", veniva considerato il migliore interprete dei sentimenti nazionali. Così il 6 Giugno, Mazzini, che sapeva Mameli aggregato alla colonna mantovana facente parte del corpo di spedizione di Lamarmora, gli aveva indirizzato l’esplicito invito: "Cogli il primo momento d’ispirazione, che non sia ricordo delle tue Grazie, ma ispirazione bellicosa, popolare; e mandami un inno che diventi la Marsigliese italiana; e della quale il popolo, per usare la frase di Verdi, scordi l’autore e il poeta."
Prontamente aveva accondisceso Mameli con un "Inno Militare", che Mazzini, trovandolo "assai bello", rispedì a Verdi per essere musicato.
Il Maestro così rispose in data 18 Ottobre 1848 da Parigi:
"Vi mando l’inno, e sebbene un po’ tardi, spero vi arriverà in tempo. Ho cercato d’essere più popolare e facile che mi sia stato possibile. Fatene l’uso che credete: abbruciatelo anche se non lo credete degno. Se poi gli date pubblicità, fate che il poeta cambi alcune parole nel principio della seconda e terza strofa, in cui sarà bene fare una frase di cinque sillabe che abbia un senso a sé come tutte le altre strofe.
‘Noi lo giuriamo…’ ‘Suona la tromba’, etc. etc., poi, ben s’intende, finire il verso con lo sdrucciolo. Nel quarto verso della seconda strofa bisognerà far levare l’interrogativo e fare che il senso finisca col verso.
Io avrei potuto musicarli come stanno, ma allora la musica sarebbe diventata difficile, quindi meno popolare e non avremmo ottenuto lo scopo.
Possa quest’inno, fra la musica del cannone, essere presto cantato nelle pianure lombarde. Ricevete un cordiale saluto di chi ha per voi tutta la venerazione.
P.S. Se vi decidete stamparlo potete rivolgervi a Carlo Pozzi, Mendrisio, che è corrispondente di Ricordi."
Nello stesso periodo Verdi licenziò anche l’opera "Il Corsaro", la quale andrà in scena a Trieste il 25 Ottobre 1848.
2002
TOCCA ALLA "MARCIA SCOZZESE"
DI VALENTINO GIAZZI
Proseguendo nell'opera di "scovare" brani misconosciuti e di recupero di quelli esistenti, quest'anno si è pensato di rivalutare un brano "storico" nell'ambiente bandistico cremonese: parliamo della "Marcia Scozzese".
Il brano, di anonimo, è stato trascritto negli anni '80 dal M° Valentino Giazzi, figura di spicco nella nostra provincia che ci ha abbandonato quasi dieci anni fa. Sarà, quindi, anche l'occasione di porgere omaggio a questo nostro Direttore.
Questo pezzo è divenuto famoso in quanto il M° Giazzi soleva concludere i concerti effettuati dall'allora Banda Provinciale, di cui era Direttore, proprio con questo brano. Per circa dieci anni, quindi, i cremonesi hanno imparato a riconosce questa melodia accattivante, portata nei vari angoli del territorio dal Complesso provinciale.
Non essendo mai esistita una edizione stampata, il brano è stato scritto a mano, poi copiato e ricopiato sempre a mano, più volte e da varie mani ( le fotocopiatrici non erano così diffuse), così che errori di trascrizione si sono accumulati nei vari passaggi.
Non esiste la partitura del pezzo, ed anche le parti di alcuni strumenti si sono perse. Unica testimonianza completa esistente, una registrazione su 33 giri effettuata negli anni '80.
Il "Coordinamento" ha quindi affidato l'operazione di "ripulitura" e sviluppo delle idee del M° Giazzi ad un esperto del settore, ovvero al M° Arturo ANDREOLI.
La fase della stampa è stata affidata ad una Casa Editrice, e la tiratura limitata alle Bande aderenti al "Coordinamento" per il 2002: in questo modo il brano entra a far parte dell'archivio di ogni singolo gruppo bandistico e non scomparirà.
2005
E’ LA VOLTA DI "RISORGIMENTO ITALIANO"
DI GIUSEPPE ANELLI
Ancora una volta, nell’ambito dell’iniziativa di rivalutazione di brani storici, del nostro territorio o di autori locali, il "Coordinamento" ha voluto recuperare un brano che identifica e ricorda l’attività di uno dei più famosi ed eclettici Direttori di Banda cremonesi del secolo scorso, il Maestro Giuseppe Anelli, Direttore della Banda di Trigolo (che ne porta il nome) dal 1891 al 1907, che ci ha lasciato una copiosa ed importante produzione di brani per Banda che costituiscono un inestimabile patrimonio musicale.
La particolarità di questo brano è costituita anche dal fatto che, la Sinfonia "Risorgimento Italiano" è, oggi, una composizione molto nota all’estero dove, specialmente in Giappone, viene eseguita nella versione per strumenti a plettro, che l’Autore approntò dopo che la versione originale per Banda fu eseguita, con successo, in numerose manifestazioni musicali anche all’estero.
E’, quindi, importante quest’azione di recupero poiché consente, grazie all’intervento affidato al Maestro Emiliano Gusperti, di riproporre nella versione originale, un brano di elevate qualità che - nella versione a stampa della partitura e delle relative parti curata dalle Edizioni Musicali Wicky di Milano, casa editrice di seria e provata professionalità, con la quale il "Coordinamento" collabora da tempo - consentirà ad ogni Banda associata, che lo riceverà gratuitamente, di arricchire il proprio repertorio, inserendolo nell’archivio musicale sociale.